Hai una faccia tosta come il culo ancora non pulito. Sei così svergognosamente presente nella vita di tutti i giorni che mi hai rotto le palle.
Sai cosa faccio? Aspetto tranquillamente che il tuo sguardo si spiaccichi su qualche cinghiale con la faccia da uomo e il cuore di paglia.
Amore non vedi che sto lacrimando sangue? Non hai voglia di asciugarle con un bel movimento di lingua?
Lo sai benissimo che ti amo, ma non posso vedertì piangere perchè ti è caduto il tuo anello nella fogna. Pensa a me che sono caduto nella mia vita, e ancora non riesco a risalire.
Ciao amore ciao.
martedì 4 ottobre 2011
domenica 18 settembre 2011
Storia pulp.
Mi ero alzato senza troppi pensieri, e volevo passare una domenica tranquilla. Ma la chimica cambiò stramaledettamente quella giornata. Non aveva ragione di esistere quella giornata almeno dopo ho pensato. Dopo una notte innaffiata col vino, la mattina mi ritrovai con una superfemmina a fianco nel mio letto. Non mi ricordavo un cazzo di quello che ho fatto la sera prima. Quindi niente di particolare se la mattina mi trovo un pò sorpreso. Mah. Comunque la sveglio e lei fa a fatica a svegliarsi, probabilmente ha bevuto pure lei. Conferma dal fatto che non riesce neanche ad alzarsi. BOM. Cade dal letto. La prendo, la porto al bagno. Apro il rubinetto e ci ficco sotto la sua testa. Un urlo. Si è ripresa.
Si alza su i suoi piedi e mi tira uno schiaffo. "Buongiorno"!
"Darling, che cavolo hai combinato ieri sera"?
"Chi sei tu"?
Le spiego tutto.
Prende le sue cose e se ne va.
Rimango solo col ricordo. Vabbè. Mentre metto un cd di jazz avanguardistico qualcuno suona alla porta. E' lei, la strafica. Dice che ci ha ripensato e che voleva chiedere scusa come si è comportata etc.. La faccio entrare, le faccio il caffè così si riprende.
Le suona il cellulare, risponde in malo modo la strafica. Manda affanculo, continua ad urlare. Con un gesto le faccio capire che deve abbassare la voce. Riattacca. Il caffè esce. Ce lo beviamo.
Nessuna parola. DRIIIN. DRIIIIN. Il telefono. Pronto? Si va bene ma chi sei? Non ho capito puoi ripetere.
Minacce. Mi rivolgo a quella. Sta venendo qualcuno qui. Scommetto che è il tizio della telefonata super incazzosa. Dopo 15 minuti qualcuno cerca di sfondare la porta. La mia amata porta.
Prendo il martello. Apro la porta. Dieci secondi dopo il mio martello è piantato ben bene sul suo cranio. Anche lei non è rimasta gran che, dopo che lui gli ha sparato un colpo della sua pistola nel suo bel seno. Li prendo e li porto all'ospedale.
Poi torno a casa.
Si alza su i suoi piedi e mi tira uno schiaffo. "Buongiorno"!
"Darling, che cavolo hai combinato ieri sera"?
"Chi sei tu"?
Le spiego tutto.
Prende le sue cose e se ne va.
Rimango solo col ricordo. Vabbè. Mentre metto un cd di jazz avanguardistico qualcuno suona alla porta. E' lei, la strafica. Dice che ci ha ripensato e che voleva chiedere scusa come si è comportata etc.. La faccio entrare, le faccio il caffè così si riprende.
Le suona il cellulare, risponde in malo modo la strafica. Manda affanculo, continua ad urlare. Con un gesto le faccio capire che deve abbassare la voce. Riattacca. Il caffè esce. Ce lo beviamo.
Nessuna parola. DRIIIN. DRIIIIN. Il telefono. Pronto? Si va bene ma chi sei? Non ho capito puoi ripetere.
Minacce. Mi rivolgo a quella. Sta venendo qualcuno qui. Scommetto che è il tizio della telefonata super incazzosa. Dopo 15 minuti qualcuno cerca di sfondare la porta. La mia amata porta.
Prendo il martello. Apro la porta. Dieci secondi dopo il mio martello è piantato ben bene sul suo cranio. Anche lei non è rimasta gran che, dopo che lui gli ha sparato un colpo della sua pistola nel suo bel seno. Li prendo e li porto all'ospedale.
Poi torno a casa.
venerdì 16 settembre 2011
Nuovo.
Sembra che tutto abbia una forma, almeno così dovrebbe essere. Forse siamo noi a non accorgerci che diamo una forma a tutto. Esempi? Non ne farò almeno così non prenderò una forma stereotipata. Non sono un sociologo ma uno che vede la vità per quello che è. Lunga e rotonda, almeno fino a ieri. Domani sarà stupendo, e io non voglio fare proprio niente per far prendere una forma così accettata da tutti. Mi limito finchè i sogni aiutano la mia mente a non rovinarsi e non invecchiare. Per un motivo o l'altro, tesoro io sarò sempre qui. Nessuno mi dirà niente ma per è già tanto. I libri mi hanno aiutato a decifrare la mia ottusa voglia di rimanere in questo posto arido e senza forma. IO SONO LA FORMA. Per un attimo posso anche sembrare carino, ma i fatti stanno a zero quando avrò il coraggio di dire la verità e lo dirò sparandoti uno sguardo che dovrà dire tutto e niente allo stesso tempo. Dovrei conquistare ogni ora ma quello che faccio e rincorrere la vita, acchiapparla per la testa e sbatacchiarla di quà e oltre.
Arrivederci.
sabato 3 settembre 2011
Mi alzai lentamente dalla sedia. Sembrava un momento decisivo quello. Presi tutte le pause necessarie che il momento richiedeva.
La stanzetta era buia e piccola. La porta si aprì. Lentamente. Entrò, vestita con una gonna che risaltava tutta la sua femminilità. Pausa. Ci guardammo lentamente. Il momento era così eccitante.
Stop!
E vaffanculo! Stava riuscendo bene che cazzo!
No senti la devi rifare meglio. Sembrava che stavi aspettando l'autobus. Devi capire che lei sarà la donna della tua vita.
E che cazzo devo fare mettermi a piangere! Ma sei un maiale! Ma vai via!
Me ne andai, senza sentire o ascoltare nessuno.
Non fare il divo! Non fare la star!
Presi la macchina e accelerai. BRUMMMMMMM.
Dopo era più semplice. Non dovevo più sentire nessuno. Feci un paio di telefonate.
Che fai, vieni?
Si oh! Il tempo di prepararmi e arrivo.
Arrivò il mio uomo: compagno di vecchia data e stappammo quattro bottiglie ma di quello buono. Ero sovraeccitato.
Nessuno più poteva ferirmi.
La stanzetta era buia e piccola. La porta si aprì. Lentamente. Entrò, vestita con una gonna che risaltava tutta la sua femminilità. Pausa. Ci guardammo lentamente. Il momento era così eccitante.
Stop!
E vaffanculo! Stava riuscendo bene che cazzo!
No senti la devi rifare meglio. Sembrava che stavi aspettando l'autobus. Devi capire che lei sarà la donna della tua vita.
E che cazzo devo fare mettermi a piangere! Ma sei un maiale! Ma vai via!
Me ne andai, senza sentire o ascoltare nessuno.
Non fare il divo! Non fare la star!
Presi la macchina e accelerai. BRUMMMMMMM.
Dopo era più semplice. Non dovevo più sentire nessuno. Feci un paio di telefonate.
Che fai, vieni?
Si oh! Il tempo di prepararmi e arrivo.
Arrivò il mio uomo: compagno di vecchia data e stappammo quattro bottiglie ma di quello buono. Ero sovraeccitato.
Nessuno più poteva ferirmi.
giovedì 1 settembre 2011
Pensiero.
Sei il benvenuto in questa terra signore! Nessuno ha la fortuna che hai tu! Guardati in giro signore, qui nulla è come sembra. Basta girare i volti delle persone, e vedere mostri dalla lingua blu. Qui potrai fare davvero tutto quello che vuoi, basta saperlo fare.
Un giorno ti sveglieranno e non crederai ai tuoi occhi: c'è il sole sul cielo. Un sole così non lo hai mai visto, e avrai paura. Un sogno colorato di spavento.
Non potrai pensare più nulla, solo quello che hai fatto fino ad allora, quello che volevi ricordare e quello che volevi dimenticare.
Me ne andrò in spiaggia un giorno di inverno, a fissare il mare a vedere o guardare? Ognuno di noi si aspetterebbe l'importante di turno. Ma ci siamo dimenticati che siamo noi l'importante.
Per un attimo ci sarai solo tu, con i tuoi occhi e una voglia di scavare l'inconscio. Preparati che io sono già alla fine.
Un giorno ti sveglieranno e non crederai ai tuoi occhi: c'è il sole sul cielo. Un sole così non lo hai mai visto, e avrai paura. Un sogno colorato di spavento.
Non potrai pensare più nulla, solo quello che hai fatto fino ad allora, quello che volevi ricordare e quello che volevi dimenticare.
Me ne andrò in spiaggia un giorno di inverno, a fissare il mare a vedere o guardare? Ognuno di noi si aspetterebbe l'importante di turno. Ma ci siamo dimenticati che siamo noi l'importante.
Per un attimo ci sarai solo tu, con i tuoi occhi e una voglia di scavare l'inconscio. Preparati che io sono già alla fine.
lunedì 29 agosto 2011
Pensiero.
Se per un attimo ti odio, lo ricordi tutta la vita. Un attimo ti amato, lo hai trovato una cosa naturale. Se per caso il tuo silenzio può ferirmi non ci trovo niente di triste in questo. Ho passato il resto della mia vita precedente a prendermela con chi non dovevo. Sono stato uno sciocco solo a pensare che potevo aggiustare tutto. Ore e ore a pensare come un cretino, quando la soluzione l'avevo già davanti. Per ora è così poi il resto è inutile. Alla giornata, diceva qualcuno, bisogna vivere. Ma poi ho scoperto che nemmeno alla giornata vale la pena di vivere, troppe ore. Guardare film, sentire musica, non ha fatto altro che crescere la mia vista.
Prima o poi rinasceremo, e allora si che saranno giramenti di palle.
Prima o poi rinasceremo, e allora si che saranno giramenti di palle.
giovedì 25 agosto 2011
Pensiero.
Niente più novelle. Almeno spero. Quello che ho voglia di fare ora è un bel volo su pensieri e immagini che incontrerò da ora in poi.
Non succede niente di particolare ma la vita quando si fa sentire, è oltre ad una posizione netta e precisa è anche qualcosa che non va vista, presa sul serio.
Si potrebbe anche scappare con un bicicletta modello Graziella, ma quello che si ha è buono. Avanziamo le nostre vite come nulla fosse. Dovremmo tirarci degli schiaffi per accorgerci di essere vivi.
Si può anche sognare una costa, con un mare impetuoso, una piccola casetta. Meditare. Ecco cosa ci vuole.
Attacchi vitali alle nostre vite. Una scala immensa dove puoi pensare che la vita finisce all'ultimo gradino.
Amare,amare,amare, sembra tutto racchiuso in questa flebile parola.
Si può cercare anche di amare,ma non riusciamo un attimo a cercare di vivere, visto che già lo siamo.
Non succede niente di particolare ma la vita quando si fa sentire, è oltre ad una posizione netta e precisa è anche qualcosa che non va vista, presa sul serio.
Si potrebbe anche scappare con un bicicletta modello Graziella, ma quello che si ha è buono. Avanziamo le nostre vite come nulla fosse. Dovremmo tirarci degli schiaffi per accorgerci di essere vivi.
Si può anche sognare una costa, con un mare impetuoso, una piccola casetta. Meditare. Ecco cosa ci vuole.
Attacchi vitali alle nostre vite. Una scala immensa dove puoi pensare che la vita finisce all'ultimo gradino.
Amare,amare,amare, sembra tutto racchiuso in questa flebile parola.
Si può cercare anche di amare,ma non riusciamo un attimo a cercare di vivere, visto che già lo siamo.
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